La cucina è una scienza? Due strumenti di misurazione

Strumenti utili di misurazione in cucina by vitaincasaAlcuni dicono che la cucina sia un’arte… Altri che sia una scienza! Voi come la pensate? Secondo me sono vere entrambe le cose, ma dipende molto dalle ricette! Ci sono piatti che nascono dall’improvvisazione, dall’estro creativo di chi li prepara, come delle insalate o dei sughi… Altri piatti invece, specie dolci di pasticceria e prodotti lievitati,  richiedono una precisione quasi scientifica nella misurazione degli ingredienti.

Questa piccola premessa per introdurre l’argomento di oggi, gli strumenti di misurazione in cucina! Vorrei parlarvi di due strumenti che sto usando molto, il dosatore cucchiaio-cucchiaino e la bilancia di precisione.

Il dosatore cucchiaio-cucchiaino è utilissimo per le ricette che indicano negli ingredienti “un cucchiaio di…“, oppure “un cucchiaino di…“. Chiunque abbia più di un servizio di posate, sa che i cucchiai e i cucchiaini non sono tutti uguali. Le dimensioni possono essere leggermente diverse, la forma può essere più o meno concava. Dunque la quantità di fecola che contiene il mio cucchiaio può essere leggermente diversa da quella che contiene il tuo. E un cucchiaino di design può essere adatto a girare il tè nella tazza, ma magari non a prelevare e contenere il lievito per dolci.

Il dosatore cucchiaio-cucchiaino ha un misurino che contiene esattamente la quantità convenzionale di “un cucchiaio da minestra”, e all’estremità opposta del manico un misurino che contiene la quantità convenzionale di “un cucchiaino da tè”; entrambi i misurini hanno la forma adatta a prelevare, contenere e versare ingredienti liquidi o in polvere.

Ho trovato il dosatore cucchiaio-cucchiaino in dotazione con la macchina del pane, per la quale il lievito di birra disidratato, il sale e lo zucchero vanno convenzionalmente misurati a cucchiaini. Ma ormai lo uso praticamente sempre, lo trovo utilissimo per preparare quelle salse in cui va aggiunto “un cucchiaio d’olio”, o quelle creme in cui serve “un cucchiaio d’amido”…

Strumenti utili di misurazione in cucina by vitaincasa (1)

L’altro strumento di cui voglio parlarvi è la bilancia di precisione. La mia bilancia da cucina, sebbene elettronica, e sebbene in teoria sensibile al grammo, in realtà non è affidabilissima per pesare quantità molto piccole. Esistono alcune bilance da cucina molto moderne e di qualità più sensibili – ma la maggior parte delle bilance da cucina, come la mia, non offrono un’assoluta affidabilità per pesare pochi grammi.

La necessità di pesare pochi grammi nasce soprattutto con il lievito, di birra o per dolci. I panetti di lievito di birra fresco in commercio sono da 25 grammi, ma le ricette ad uso casalingo solitamente ne richiedono una quantità molto inferiore, ad esempio per la pizza uso 7 grammi di lievito. In questi casi mi affido alla bilancia di precisione.

Infine il lievito per dolci è venduto comunemente in bustine da 16 grammi, ma spesso le ricette richiedono solo “mezza bustina” o “un cucchiaino di lievito“; così capita che rimanga una bustina aperta, e la volta dopo non si sa esattamente quanto lievito è rimasto all’interno. Grazie alla bilancia di precisione, si può pesare il lievito avanzato, integrando la dose se necessario, senza mettere a rischio la riuscita del dolce e senza sprechi.

10 pensieri riguardo “La cucina è una scienza? Due strumenti di misurazione

  1. La cucina, per come la vediamo noi, è un’arte a 360 °C dove vengono connesse tante altre cose, la chimica degli alimenti ed elementi, la biologia molecolare degli alimenti, la creatività e soprattutto una buona dose di precisione e follia… Se non sai creare un’armonia fra queste cose la buona riuscita non ci sarà mai, tutto è equilibrio. Non per forza bisogna essere precisi al milligrammo o conoscere bene tutte le cose citate sopra, basta vedere le nostre nonne, non usavano bilance o altro, ma sapevano creare bene tutto o quasi, dalla loro parte c’era l’esperienza e soprattutto una buona conoscenza degli alimenti… Scusa la dissertazione ehehe Buondì… Nemo&Nancy di NemoInCucina!!!

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    1. Ciao! Grazie per questa riflessione! So bene che le nostre nonne non usavano bilance, guardando il vecchio ricettario di una mia nonna leggo che ci sono alcuni ingredienti quantificati con unità di misura molto approssimative, addirittura con “gusci d’uovo” (ad es. 1/2 guscio di liquore per aromatizzare un ciambellone, ecc.). Tempo fa, parlando con un signora pure di una certa età, mi resi conto che non era in grado di dirmi quanta farina avesse messo nell’ottimo ciambellone che aveva portato ad un rinfresco, perché lo preparava da una vita e si regolava ad occhio!
      Però c’è da dire che, almeno basandomi sulle mie nonne, e sulle anziane che conosco, in passato era più facile fare esperienza ed imparare a regolarsi ad occhio, perché tutto sommato le ricette che si preparavano erano sempre le stesse, con gli ingredienti limitati che c’erano a disposizione! Per questo bastava scriversi qualche appunto, giusto per rinfrescarsi la memoria, e il resto veniva da sé. Oggi a noi moderni appassionati di cucina piace spaziare tra tante ricette nuove, abbiamo a disposizione ingredienti esotici o comunque particolari che un tempo le nostre nonne non avevano, e quindi è difficile, a volte, regolarsi a occhio: almeno per me è così, e quando preparo una ricetta nuova, specialmente se è un dolce o un lievitato, mi attengo alle dosi consigliate e cerco di rispettarle con esattezza. Poi è chiaro, ognuno ha il suo approccio, e io magari sono piuttosto matematica, mentre qualcuno si avvicina alla cucina puntando più sull’improvvisazione e l’estro artistico, penso che non ci sia un modo giusto o sbagliato! 🙂 E’ vero anche che quando si ha un po’ di esperienza di cucina in generale, si riesce a improvvisare e creare in modo più mirato! 🙂

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      1. Hai perfettamente ragione, bisogna di tutto un pò, anche noi siamo piuttosto matematici quando dobbiamo preparare qualcosa di nuovo, anzi soprattutto se si tratta di preparazioni senza glutine, proviamo e riproviamo fino ad arrivare a quell’equilibrio che dicevamo prima… Prima come hai detto tu era più semplice andare ad occhio poichè erano pochi gli ingredienti, un esempio è stato trovare una persona di una certa età che riuscisse in qualche modo a darci le giuste indicazioni per creare il Babà Napoletano antico alla fine abbiamo trovato una Signora Napoletana ( che purtroppo è mancata già da qualche anno ) che ci ha donato la sua ricetta di famiglia tramandata dalla sua nonna quindi ti lasciamo immaginare che eredità abbiamo ricevuto… E’ bello scambiarsi opinioni e pensieri aiuta a creare un ulteriore bagaglio culturale e aprire la mente su nuove cose… Nemo&Nancy di NemoInCucina!!!

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