
L’estate scorsa ho scoperto che è possibile vivere il mare in una dimensione a me più congeniale. Stessa spiaggia, stesso mare, come diceva la famosa canzone. Ma, al di fuori degli orari di punta, è tutta un’altra storia. Niente caos, tanta pace; quando la maggior parte della gente se ne va, la spiaggia rimane libera, rivelando ampi spazi che da un lato, complici le lunghe ore di luce delle giornate estive, permettono allo sguardo di aprirsi ed abbracciare il paesaggio fino all’orizzonte, dove il colore del mare e del cielo sembrano fondersi.
Dall’altro, questo spazio finalmente aperto si mostra per quel che è, non una giungla di ombrelloni, ma un ambiente naturale. E i bambini si sentono invogliati a correre liberi. Uno degli hobby da spiaggia diventa correre incontro ai gabbiani che, dopo la ritirata della maggior parte dei bagnanti, incoraggiati dalla ritrovata quiete, si posano in lunghe file sul bagnasciuga. Che divertimento per i più piccoli, e che spettacolo per tutti, vedere queste piccole schiere di uccelli alzarsi poi in volo rapidamente uno dopo l’altro!
Il mare d’inverno è una nuova mini-serie di quattro disegni dal titolo forse fuorviante, ma che vuole in realtà essere una provocazione, e un invito: quello di guardare al mare da un punto di vista diverso dall’immagine stereotipata che abbiamo della vita da spiaggia estiva.
Il mare d’inverno vive nei ricordi: in queste cartoline di cui oggi vi mostro la prima, ho cercato di catturare alcuni dettagli della mia meravigliosa esperienza dell’estate scorsa, quando ho scoperto quanto sia bello andare al mare di pomeriggio ❤