Il termine “infobesity”
… indica un eccesso di informazioni che provoca “obesità mentale”. Siamo esposti quotidianamente, spesso più di quanto ce ne rendiamo conto, a molteplici fonti di informazione, come TV, giornali, radio, e soprattutto lui, il web! E’ una sorta di “bombardamento di informazioni” talmente serrato che risulta complicato elaborare ed attribuire a ogni notizia la giusta priorità. Ciò può portare a confusione, ansia, difficoltà di pensiero, soprattutto in chi vive momenti stressanti. Come possiamo proteggerci?
- Evitare di utilizzare più device contemporaneamente;
- stabilire periodi di social detox;
- sfruttare gli strumenti disponibili sui social per filtrare i contenuti che ci interessano.
Lo sharenting
… fusione delle parole inglesi “share” e “parenting”, si riferisce alla tendenza dei genitori di condividere foto dei figli sui social. Alcuni influencer usano le immagini dei loro bambini per ottenere like, e tra le persone comuni c’è chi fa altrettanto per emulare questi influencer. Alcuni, infine, condividono foto di famiglia con buone intenzioni, per esprimere la gioia di momenti unici. Tuttavia questa pratica non dovrebbe essere normalizzata. Una volta pubblicate, le foto sfuggono al nostro controllo, chiunque potrebbe appropriarsene; inoltre i figli potrebbero essere infelici in futuro di trovare le proprie immagini in rete. Anche chi non pubblica foto dei bambini sui social, probabilmente le condivide tramite WhatsApp, ma anche qui dovremmo imparare ad essere più cauti. Come contrastare lo sharenting?
- Rinunciare a condividere foto dei nostri bambini sui social;
- non contribuire con i nostri like al successo degli influencer che sfruttano i figli;
- quando è inevitabile (?) condividere immagini di bambini, editare le foto prima di pubblicarle, coprendo il viso con le “emoticon”; oppure ritrarli di spalle.
Coach
… non è propriamente un neologismo: come visto in tante serie TV, indica l’allenatore sportivo. Ultimamente, però, più spesso indica allenatori di altro genere. Dilagano “coach” delle più disparate materie, dal business alla fertility. Generalmente i coach si propongono come affiancatori-supporter dei loro clienti, aiutandoli nel raggiungimento degli obbiettivi; specificano di non essere tutor, né consulenti, pur potendo apparire simili “ai non addetti ai lavori”. Molti, oggigiorno, avvertono l’utilità di un affiancamento-supporto in qualche ambito della propria vita, tuttavia la figura del coach ha i contorni ancora piuttosto indefiniti. Con queste premesse, è evidente che dietro al titolo di coach, accanto a persone valide, possono celarsi più che altrove anche soggetti senza una chiara qualifica, ma con una grande abilità di far leva sui bisogni altrui per acquisire fama e denaro.
The photos I used for my collage are free from Pexels.com

Lo “sharenting” è davvero disdicevole, perché i bambini non possono negare il proprio assenso, e probabilmente da grandi avranno da obiettare su tutto ciò.
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Infatti… Ammetto che io stessa trovo interessanti alcuni profili di mamme che condividono immagini dei loro figli. Sto cercando però di limitare i like che lascio a queste creator… Boicotto totalmente poi chi fa profili/pagine interamente incentrate sui bambini che cucinano, ballano, ecc. puramente per acchiappare like. Il fenomeno mi ricorda le baby-miss che si vedevano negli USA anni fa…
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Il problema è quando il bambino viene di fatto “usato” dai genitori per mettersi in mostra o per fare qualche forma di pubblicità.
Nulla di male per una foto in vacanza al mare.
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Io evito pure quelle… Ma mi preoccupa la circolazione delle medesime su whatsapp. Inoltre ho constatato come i nonni (genitori per noi) sebbene non anziani, facciano fin troppo spesso pasticci con le foto, inviando quelle che hanno sul telefonino, oppure caricandole sui social per errore, o condividendo gli album su Google foto con gente che non intendono veramente inserire…. Insomma, un disastro e non mi piace affatto.
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Anch’io ritengo che fra tutti lo sharenting sia piuttosto scellerato e non trovo mezzi termini per definirlo, anche perché li ritengo pericoloso coi tempi che corrono… Buona giornata 🌹
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Infatti, ma molti forse non se ne rendono conto… Non voglio pensare che non gli importi… Mi ricorda un po’ il fenomeno delle baby miss di qualche anno fa negli USA…
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Se ne rendono conto benissimo, ma scelgono cinicamente di esporre i loro figli all’attenzione morbosa dei pervertiti per trarne un guadagno economico. A questo proposito ti consiglio un ottimo libro fresco di uscita, “Il lato oscuro dei social network” di Serena Mazzini.
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Come ho già scritto in altri commenti, il fenomeno mi ricorda per certi aspetti quello delle baby miss negli USA di qualche anno fa.
Grazie per la segnalazione, prendo nota per future letture.
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non conoscevo il primo neologismo 🤔…come fai ad essere sempre informata tu???..
condivido tutto tranne una cosa:le foto dei bimbi su whatsapp non le trovo così dannose…sei tu a stabilire chi dei tuoi amici può vederle (c e la possibilità di oscurare chi hai inserito nei contatti e non vuoi le veda, inoltre durano solo 24 ore poi spariscono…)..,io le metto sullo stato whatsapp quelle dei bimbi a volte ma non metto mai su ig(altri social non li ho!) le foto ne mie ne dei bimbi (sul blog sono sempre presi da dietro quelle rare volte che li metto) …sinceramente non mi è capitato mai di parenti che prendono le mie foto e le girano x sbaglio a chissà chi (quei pochi parenti miei tra l altro punto uno non hanno social né posta elettronica, inoltre non sarebbero nemmeno capaci di farlo data l età e la poca dimestichezza anche solo col cell💁♀️) .per fortuna, perché mi arrabbierei di brutto😤
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A me è successo sia che qualcuno inviasse per errore foto a terzi su whatsapp puramente per errore, non intenzionalmente, ed anche che venisse caricata come foto del profilo su fb sempre per errore e non intenzionalmente una foto tra l’altro vecchissima presa da whatsapp. Inoltre la mia ex capa, quindi non giovanissima ma di certo neppure anziana o sprovveduta, tempo fa ha condiviso per errore come stato su Whatsapp alcune carte mediche che riguardavano il suo stato di salute. La informai appena me ne accorsi, perché era evidente che non voleva condividerle!!! Ma come avrà fatto poi che nascevano come pdf…
Inoltre una parente mi ha condiviso su Google photo alcune foto che sicuramente voleva mandare alla propria figlia… Non so come abbia fatto, anche lì, ma l’errore mi fa capire che una volta che metti una foto in circolazione chissà che fine fa. Per questo ora sto molto più attenta. Non fraintendermi, anche io mando foto su Whatsapp ma molto molto meno rispetto a prima.
P.S. Il termine infobesity l’ho sentito la prima volta da Pediatra Carla che seguo su FB.
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Mamma mia!!!🙈🙈🙈allucinanti queste cose che ti son successe🙈..pare strano sia sempre successo x sbaglio tra l altro🤔…a me successe una volta su fb una foto di gruppo ad un matrimonio condivisero gli sposi la foto dove pure io c ero ma io non d accordo ad apparire e marito mio idem (tanto è che x coerenza io nn ho profili social se escludi il blog dove ci metto la faccia perché ritengo sia giusto farlo senno non ha senso aver un profilo!, ma nn pubblico foto dei miei tranne un paio di mia sorella che è d accordo.. l altro profilo è che ho è ig ma. È vuoto!!!lei dovetti iscrivere solo anni fa x poter partecipare ad un concorso a premi e infatti non ho caricato nulla.mi viene utilissimo però x seguire aggiornamenti su ginnastica x la diastasi addominale, ricette green e gardening oltre ai bellissimi diy x bimbi..) così venne rimossa per rispetto mio.l altra volta accadde lo stesso con un amica di penna.pubblicò foto nostra su fb io le dissi che nn ero d accordo infatti la tolse ..
Mia sorella e su fb invece e pubblica foto di se, mai del bimbo ovviamente…alcune foto mie ci sono e sono autorizzate da me in persona!!..mi sembra una forma di rispetto
Sono invece su whatsapp e pubblico anche foto dei bimbi sullo stato dove sono visibili solo 24 ore e comunque ci sono i filtri su chi vuoi le veda (,che io attivo!) ..le persone che ho tra i contatti che possono vederle sono pochissime e so che non le girerebbero o perché proprio non gliene frega o perché incapaci di farlo vista l età e l assenza di dimestichezza tecnologica …
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Temo che proprio l’età e l’assenza di una effettiva dimestichezza tecnologica possa essere pericolosa… I moderni smartphone in mano a persone ancora in grado di usarli, ma senza dimestichezza (come possono essere i miei genitori, suoceri, e loro coetanei) sono mine vaganti, nel senso che non si sa cosa possono combinarci del tutto involontariamente. Mia mamma ogni tre per due va al centro di assistenza per farsi risolvere cose che ha combinato semplicemente toccando qualche tasto a caso, non vuole disturbare noi figli 🙂 Una volta mia figlia, quando era piccolina, trovando il suo telefonino in giro fu lei stessa che giocando a caso inviò delle foto “in blocco” a una parente. Quando mia mamma se ne accorse, quella aveva già risposto mandando tanti cuoricini in risposta, ma di sicuro si sarà domandata il perché di quell’invio massivo di foto!
Insomma, potrei citarti tanti altri esempi ma non voglio tediarti. Solo questo aggiungo per farti capire che posso sembrare una talebana, ma cerco solo di tutelare la privacy e il riserbo, vedendo i pasticci che possono succedere. Chiaro che se tu non hai avuto queste esperienze hai un approccio diverso. Fai bene a modulare la visibilità su Whatsapp secondo me, io ancora non ho imparato a farlo.
P.S. Tema diastasi, come hai fatto a scoprirla e quando? Io non ho il coraggio di fare ginnastica perché è presto per individuarla, ma se ce l’avessi, i normali addominali so che potrebbero peggiorare la situazione! 😦
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Lucia ai bimbi mai il cell in mano sennò fanno danni. A tua mamma poveretta sarà scappato immagino .io a loro mostro le foto e tengo sempre io in mano l apparecchio sennò combinano guai…
X diastasi..non me l ha diagnosticata nessuno ma so di averla almeno un po…e cercai da sola su internet video x ginnastica a casa e instagram è di aiuto.tu hai partorito da poco dovresti sentire il ginecologo o ostetrica per capire se c’è l hai e puoi da ora esercitarti…se non è stato un parto cesareo (cesareo con sigliano attendere 6 mesi) credo che potresti iniziare subito ma non sono un medico ecco…brava :gli addominali normali peggiorano e io dopo il parto del primo figlio feci questo errore….cmq se digiti diastasi ti si apre un mondo..promettono miracoli questi esercizi e ovviamente non è così.. però mi trovo bene, aiutano molto .certo non sparisce in 4 settimane come promesso però aiutano..e ci serve costanza come in tt le cose ..
Per la visibilità stato whatsapp e semplice quanfo sei su aggiornamenti vai su privacy dello stato e c’è possibilità di escludere chi vuoi….
Buon lunedì 💋
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In quell’episodio, diciamo che mamma era solita tenerlo a portata di mano, e non era mai successo che la bimba lo prendesse. E poi è bastato un attimo…
Per la diastasi, ricordo che al corso preparto ci parlarono di alcuni esercizi adatti sia alla gravidanza che al dopo, mi ripropongo di fare quelli per cominciare, spero di non essere pigra e di trovare il tempo 🙂
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Brava anche perché molti x la diastasi fanno bene anche a rinforzare il pavimento pelvico che dopo 2 parti sappiamo essere un po indebolito
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Inserisci anche questo libro tra le tue letture future, non te ne pentirai: https://wwayne.wordpress.com/2025/04/06/non-ti-lascero-mai/
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ok 🙂
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Lucia non conoscevo il primo termine “infobesity! Hai ragione siamo bombardati dai social e ne diventiamo anche senza volerlo dipendenti. Ma come facevamo prima di internet? istagram etc?”
C’erano solo le riviste di moda, la domenica del corriere, la famiglia cristiana e intimita’ e il monello!
Staccare dai social è importante infatti io la sera ho deciso di disegnare per non stare sempre sul telefonino.
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Chiaramente la causa della infobesity non è da ricercare unicamente nei social, ma sicuramente è da lì che deriva il rischio maggiore!
Ho una coppia di amici che non ha nessun social, a parte Whatsapp, non so come abbiano fatto ad attraversare la gioventù senza Facebook, ma ci sono riusciti!
Staccare non è facile, ma prendersi delle pause è sicuramente importante ed utilissimo! Fai bene!
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