
Nuovo ed ultimo appuntamento con la mini-serie di disegni dedicata agli ultimi quattro mesi dell’anno, settembre, ottobre, novembre e dicembre, in inglese september, october, november e december: i cosiddetti ember months, per via del suffisso -ber che li accomuna. Sono i mesi interessati dalla stagione autunnale, la più romantica ed affascinante secondo un gran numero di fan. I punti di forza dell’autunno, le sue caratteristiche più amate, sono ripresi dalle declinazioni stagionali di estetiche come, ad esempio, il cottagecore e (soprattutto) lo “slow living”.
Da quando ho iniziato questa serie di disegni dedicati agli ember months, ho fatto riferimento in particolar modo all’estetica slow living. Oltre al valore attribuito alla casa come luogo accogliente e rilassante, e al cibo fatto in casa come nutrimento non solo del corpo ma anche dell’animo, un altro aspetto che apprezzo di questa estetica è l’interesse per la natura.
Sappiamo bene che (anche) in autunno ci sono tante cose belle da osservare in natura, forse la prima cosa che ci viene in mente è il foliage. In seconda battuta probabilmente la raccolta di funghi e castagne. Sono cose che fanno parte del cuore dell’autunno, ma ora, arrivati alla fine di questa stagione, c’è un altro fenomeno che vorrei invitarvi ad osservare. Il ciclo del sole!
Dicembre
In queste giornate il sole sorgerà progressivamente più tardi, e tramonterà prima, fino al 21 dicembre, quando ci sarà il solstizio d’inverno, e avremo il minor numero di ore di luce di tutto l’anno. Da lì in poi, lentamente aumenteranno.
E’ un fatto risaputo, in teoria; eppure, trascorrendo tanto tempo in ambienti con luci artificiali, forse non gli prestiamo poi tanta considerazione, come invece facevano i nostri avi. Certo notiamo le giornate più corte, ma molti di noi non pensano con reale consapevolezza che tutto ciò fa parte di un ciclo naturale.
Tenendo presente il quadro generale, chissà, forse apprezzeremmo di più questo periodo, e approfitteremmo delle poche ore di sole per stare all’aperto, per imparare a riconoscere il fascino peculiare dei paesaggi tardoautunnali. Sono paesaggi che ora appaiono tipicamente un po’ brumosi, con molti alberi dalle chiome diradate: poche foglie rimangono sui rami, non più rosse o dorate, ma dal colore brunito.
Ad un paesaggio così, ravvivato dal timido sole che si intravede dietro ad alberi stanchi, ma fieri, dedico il disegno del mese di dicembre, l’ultimo capitolo dei quattro che compongono la mini-serie incentrata sugli ember months ♥
Carinissimo il tuo disegno 🥀👏 Personalmente apprezzo molto questo periodo e quando posso approfitto del pallido sole per fare una passeggiata. Buona serata Lucia 😊
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E’ una bellissima cosa fare delle passeggiate anche in inverno. Io lo faccio troppo poco, adesso che le giornate – intese come luce solare – sono così corte.
Buona serata anche a te Giusy!
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Settimana scorsa mi sono messa a raccogliere le foglie nel cortile dietro casa. Passa la ragazza di un vicino, ci salutiamo e facciamo due chiacchiere…ad un certo punto mi chiede se sto raccogliendo le foglie e le dico “si per forza anche se ho letto che il foliage è un’attrattiva per i turisti, quindi posso lasciarle a fare pagare il biglietto di ingresso”. Però poi ho ripulito e rifarò lo stesso questo weekend!!!
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Che simpatico aneddoto! Hai ragione, c’è gente che macina km pur di vedere un bel foliage 🙂
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Molto carino questo disegno, 👍.
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Grazie Eleonora, mi fa piacere 🙂
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Prego, 😊.
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Quasi dimenticavo: tanti auguri di buon onomastico, ✨!
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Che gentile grazie mille del pensiero 🤗
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Di nulla 🤗.
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Riguardo alla luce, non sai quante volte ripeto che io probabilmente nella vita precedente ero una pianta perché patisco tanto la scarsità di luce …
Anche per questo il sole e l’aria pulita dello scorso weekend con splendide visuali incorniciate dalle montagne sul fondo, solitamente oscurate da foschia e soprattutto smog, per me sono state un dono.
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Bello saper approfittare di questi scorci. Riguardo alla luce, anch’io col passare degli anni ne soffro la mancanza. Infatti la cosa che mi dispiace di più quando arriva l’inverno è il buio che scende presto. Ma fa parte della ciclicità…
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Hai ragione
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Quando la sera porto a fare due passi la cagnolina Elsa, le “parlo” come se lei capisse (ma probabilmente capisce davvero) e le racconto proprio queste cose: di quanto sia bella questa stagione, le foglie, la durata della luce solare, e così via. Parlo a lei della natura, ma in realtà sto parlando a me stesso. Diciamo che i vicini, se mi sentono, mi prendono per matto.
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Sicuramente non sei l’unico a parlare con il cane di casa 🙂 Io credo che probabilmente non comprendano le parole, ma l’intonazione sì, anzi, forse quella incide per loro molto più che per noi umani. Non me ne intendo, tuttavia ho questa impressione 🙂
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