Home cinema quando si dice comfort food

Home cinema the ramen girl by vitaincasaDi recente ho letto una lista di film a tema cibo, e tra i vari titoli mi ha colpito “The Ramen Girl”. Incredibile ma vero, ho avuto ben presto l’occasione di guardarlo – cosa non scontata per me, riuscire a trovare il tempo di guardare un film! Mi è piaciuto e ho pensato di parlarne qui sul blog. “The Ramen Girl” parla di una ragazza americana che per ricongiungersi al fidanzato si trasferisce in Giappone. Solo che lui la molla, si comporta proprio male, e lei rimane lì, esitante sul da farsi, chiamandolo in continuazione, chiedendogli di ripensarci, persino addossandosi la “colpa” del suo allontanamento… 

La prima impressione che ho avuto di Abby, questo il nome della protagonista, non è stata molto positiva. Con quegli occhioni grandi e palpitanti, dall’aria un po’ ingenua… la classica biondina stereotipata, insomma. In realtà poi ho capito che è una ragazza in gamba, solo un po’ smarrita, alle soglie dell’età adulta e ancora in cerca della sua strada. Deve crescere, rafforzarsi, capire cosa vuole… Un passaggio che a qualcuno capita un po’ più tardi rispetto agli standard di età attesi dalla società.

Una sera di pioggia la nostra eroina decide di entrare in un localino tipico giapponese, un ramen bistrot, dedicato al famoso piatto nipponico. Dal balcone del suo appartamento aveva osservato più volte, incuriosita, le luci provenienti da questo posticino per lei misterioso, ma non ci era mai entrata. Proprio quella sera, chissà perché, le viene in mente di andarci. All’interno si lascia andare e sfoga la sua disperazione, mentre i titolari non capiscono nulla di quel che dice, poiché lei parla solo inglese, e loro solo giapponese.

Home cinema quando si dice comfort food by vitaincasa

Vedendola così disperata e credendola un po’ suonata, il cuoco le offre del ramen caldo e fumante. La ragazza rimane colpita dal rituale della preparazione. Confortata dal calore del piatto stesso (quando si dice comfort food!) e dalla premurosa gentilezza della moglie del cuoco, se ne va, accettando in prestito un ombrello per ripararsi dalla pioggia.

Con la scusa di restituire l’ombrello torna nel bistrot. Sempre più incuriosita, anzi, decisamente affascinata da quel mondo a lei finora sconosciuto, decide di voler imparare l’arte del ramen! Chiede a Maezumi (il titolare del bistrot) di farle da maestro. Lui, affatto intenerito dai suoi occhioni e dall’aria da cerbiatta impaurita, la tratta con durezza e ostilità, relegandola ai lavori più ingrati. L’asprezza di Maezumi da un lato umilia la ragazza, dall’altro però le dà una bella scrollata e la sprona a rafforzarsi: l’esperienza nel ramen bistrot si rivelerà una palestra di vita.

“The Ramen Girl” assume così i tratti di una storia di formazione al femminile. Ci ricorda che la vita non segue sempre un percorso lineare, bensì può riservare a volte qualche deviazione, persino qualche inversione a U, apparentemente inutili e invece necessarie perché possiamo poi trovare e percorrere la nostra strada. Per Abby alla fine arriverà anche l’amore, l’atteso happy ending di ogni storia che piace a noi ragazze…

Concludendo: film piacevole, leggero ma non banale. Consigliato!


The image I used for my collage is free by Susann Schuster on Unsplash.com

11 pensieri riguardo “Home cinema quando si dice comfort food

  1. Ah sì, l’ho visto! Mi piacciono tutti i film in tema cibo e ne ho visti un’infinità! Questo in più è ambientato in Giappone, terra che mi affascina da sempre, quindi era impossibile che me lo perdessi. Condivido: film davvero carino. 🙂

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