Home cinema dal titolo fuorviante

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Il film di cui vi parlo oggi ho deciso di vederlo dopo aver letto il post dedicato su Chaotic girl in town and on a budget di Giulia. Pur non essendo una recensione entusiastica, mi ha incuriosita e poiché stavo cercando qualcosa di leggero mi sono detta: perché no? Certo non è un film edificante, né di spessore, ma ha i toni garbati, e questa è una rarità ultimamente. Il titolo italiano è “40 sono i nuovi 20”. E lo trovo un titolo un po’… come dire… fuorviante! Perché?

40 sono i nuovi 20”: un argomento sempre molto stuzzicante, mille opinioni circolano al riguardo. E’ proprio vero che avere 40 anni oggi è come averne 20? E’ un’esagerazione perché in realtà è come averne 30? E’ il mantra delle -anta girls che non si arrendono agli anni che passano? Una prova del progresso medico e dell’avanzamento della cosmesi, che permettono alle quarantenni attuali di essere più in forma delle ventenni di epoche passate? La deriva di una società che sposta sempre più avanti l’ingresso nell’età adulta? Una conquista dell’emancipazione femminile, che ci permette di non rimanere incastrate nelle tappe prestabilite di un percorso prestabilito?

Avendo sentito spesso tutte queste idee che circolano intorno all’espressione “40 sono i nuovi 20”, mi aspettavo, da un film che così si intitola, una protagonista che vuole vivere una forzata seconda gioventù, abbigliandosi da ragazzina, lanciandosi in nuove avventure, esperienze estreme, senza regole, senza freni, assetata di libertà ed emozioni forti.

Invece, a sorpresa, ecco che la protagonista è Alice, una donna appena separata dal marito, con cui s’impegna a mantenere un rapporto civile per il bene delle figlie, vestita in modo assolutamente inappuntabile, intenta a rilanciare la sua professione di arredatrice, mentre le amiche sprecano il fiato esortandola a conoscere altri uomini. Ciò che le interessa maggiormente è ricreare qualcosa che sappia di casa! Insomma, le aspettative date dal titolo sono un po’ deluse.

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Ma tutto appare più chiaro non appena scopriamo che il titolo originale è “Home again”, che tradotto in italiano suona più o meno come “Di nuovo (a) casa”. Alice non è in cerca di avventure, ma di una nuova stabilità. Chiudiamo un occhio sul fatto che creda di trovarla grazie a tre nuovi giovani amici, di cui uno ammiccante, con cui il film ci lascia intendere che potrebbe iniziare qualcosa di più – ma non ci dice esattamente come evolverà la situazione…

Certo, le esagerazioni ci sono, alcuni dettagli sono troppo irrealistici – è pur sempre una commedia che intende intrattenere, non edificare. Ma funziona la rappresentazione della single di ritorno, come ce ne sono purtroppo tante oggi. E mi ha ispirato simpatia, o almeno indulgenza, perché ho pensato che quando si esce da una relazione importante, duratura, ognuno reagisce come può; e mentre si cerca di capire come (ri)costruire una qualche stabilità, una nuova vita da adulta single, può essere facile cadere in qualche confusa leggerezza; basta questo per dire che una quarantenne vuol tornare ventenne?

Voi che ne pensate?


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9 pensieri riguardo “Home cinema dal titolo fuorviante

  1. Sono contenta di averti dato un titolo da guardare. Lo ammetto se nel cast non ci fosse stata lei come protagonista, forse neanche lo avrei preso in considerazione. Effettivamente molte single di ritorno non sanno bene come ri-ininziare, una cosa che trovo assurda, è che accanto ad una donna debba sempre esserci un uomo, a qualunque età. Poi qui neanche si sa come evolverà il tutto. Continuo a pensare che avrebbero dovuto inserire una scena finale con scritto 6 mesi dopo, mi lascia un po’ tutto incompiuto.

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    1. Ci sono diverse donne che non riescono a stare da sole, neanche da ragazze. Non lasciano il fidanzato, con cui eppure ammettono di non stare più bene, finché non trovano un altro pronto ad aspettarle a braccia aperte. E’ una tendenza che non ho mai compreso, eppure molto, molto comune. Una volta ne ho parlato con una signora di cui ho stima, e secondo lei era perfettamente comprensibile. Il detto recita: meglio soli che male accompagnati.

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      1. Sarò strana io ma da sempre piuttosto che accontentarmi, me ne sto da sola. Sono dell’idea che quando stai realmente bene da sola è quando riesci a stare bene in coppia….però vabbè ognuno ha una sua idea e la rispetto. Magari non la condivido, come il pensiero della signora, ma la rispetto!!!

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        1. Non ti trovo affatto strana per questo pensiero, anche perché mi trovi d’accordo. La signora di cui parlo nel commento precedente per l’esattezza non aveva detto di essere favorevole a questo modo di comportarsi, ma solo che era (secondo lei) assolutamente comprensibile che per molte/i fosse “più facile”.

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  2. Intanto penso che la traduzione del titolo è pessima, perché induce a credere qualcosa che non è.

    Riguardo l’età… sono modi di dire confezionati per farci sentire un po’ meglio, perché ad ogni “decina” (40-50-60-70), crescono in noi maggiori preoccupazioni, e in qualche modo vogliamo “tirarci su”.

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