La casa in autunno, ispirazioni sensoriali

L’udito, i suoni

Il crepitare del fuoco nel camino è il suono che più di tutti associo all’autunno in casa. E’ un sottofondo che non distrae se si sta leggendo o studiando, ma tiene tanta compagnia. Crea un’atmosfera molto accogliente. In passato il caminetto era una necessità per riscaldarsi, oggi possiamo considerarlo quasi un vezzo, un elemento di abbellimento della casa, ma resta immutato il potere confortante del “focolare domestico”.

L’autunno è un’ottima stagione per rispolverare un vecchio giradischi: oltre ad essere un soprammobile interessante, offre un modo diverso di sentire la musica, rispetto a come siamo abituati oggi. Io non me ne intendo, ma sento dire che la musica riprodotta da un disco ha qualcosa di più “tangibile”, rispetto a quella riprodotta dai moderni device. Probabilmente perché la riproduzione è meccanica. La sensazione di corposità del suono – passatemi il termine – può essere senz’altro un piacevole arricchimento per la casa.

Tatto, la morbidezza

Le copertine e i plaid offrono sensazioni piacevoli al tatto: li sfiori e le dita sprofondano nella morbidezza del pile, o affondano tra le trecce tricottate. Lasciare una bella coperta, scelta in un colore che stia bene con l’arredo, adagiata con garbo tra lo schienale e il bracciolo del divano, o di una poltrona, è un piacevole vezzo d’autunno.

L’olfatto, i profumi

Quando le giornate si accorciano, è bello accendere delle candele; soprattutto se sono candele profumate in sintonia con la stagione. Il profumo di una candela talvolta appare talmente delicato da risultare appena percettibile, ma per chi entra da fuori invece si sente, ed è solitamente un piacevolissimo benvenuto. Il profumo di candela è un abbraccio che avvolge senza diventare invadente. 

C’è un altro profumo che pur risultando piacevole tutto l’anno, in autunno ha una magia speciale: quello dei dolci fatti in casa. In questo periodo sono particolarmente evocativi i dolci speziati, dall’inconfondibile fragranza. Si possono conservare i dolci su un’alzatina o una tortiera decorativa, facendoli diventare così dei centrotavola da cui il grato, leggero aroma ingentilisce l’atmosfera (e gli animi).

Il gusto, i sapori

Da secoli i pittori hanno colto la bellezza delle cosiddette nature morte, prediligendo soprattutto la raffigurazione di piatti colmi di frutta. Dei centrotavola commestibili, cioè realizzati con una composizione di frutta di stagione, offrono molto di più di una natura morta dipinta, essendo in grado di stimolare il senso del gusto. La frutta può essere molto decorativa, basta imparare a sceglierla e posizionarla bene: è un’arte, quasi come imparare ad assemblare i fiori per fare un bouquet.

La vista, gli occhi

Tutti gli elementi suggeriti finora passano anche dallo sguardo. Ma se c’è un elemento decorativo che dedicherei in modo particolare a catturare gli occhi è la ghirlanda autunnale. Non sempre è possibile appenderne una al portone d’ingresso sul lato esterno, ma nulla vieta di posizionarla dal lato interno. Elementi naturali, come rami intrecciati dalle foglie dorate e pigne, alternati a nastri e bacche colorate, sono un inno all’autunno che rallegra lo sguardo e lo accompagna ad abbracciare il mood stagionale.

16 pensieri riguardo “La casa in autunno, ispirazioni sensoriali

  1. Tutti elementi e sensazioni che fanno dell’autunno il mio periodo annuale preferito.
    Pur con le giornate più corte, la pioggia, ecc.
    Credo anzi che il nostro stesso corpo abbia bisogno di una stagione come questa, che ci invita alla riflessione ed alla riscoperta di noi stessi.

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  2. La casetta nel bosco ha un grande camino in cucina che però non è mai stato utilizzato. Però a casa dei nonni materni c’era ed era molto piacevole stare seduti su una sedia e godersi il calduccio. Comunque a parte il fatto che prima o poi proverò a fare il cappuccino alla zucca nel mese di ottobre, in questo periodo ho una voglia matta di cinnamon rolls, dolci morbidissimi e buonissimi. visto che in città c’è una pasticceria che li fa buonissimi, se nel weekend è bel tempo e scendo in città mi regalerò una coccola golosa!!!

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  3. l idea del giradischi mi piace 👍..il crepitare del fuoco resta un dolcissimo ricordo della mia infanzia e giovinezza. Indelebile ricordo🫶…come anche, rimanendo in tema, il profumo di legna bruciata che esce con il fumo dai tetti delle case da noi in campagna nelle dredde sere di fine autunnoe inverno..pensare da giovane mi infastidiva perché si attaccava ai capelli..oggi quando di rado lo sento quel profumo lo assaporo e mi manca tanto (che poi non è vero che si attacca ai capelli!!)

    Bello questo post👍

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    1. L’odore di fumo sui capelli non ricordo, ma sui vestiti a volte si sentiva… Solo che secondo me dipendeva dal tipo di camino, se “tirava bene” non puzzava moltissimo, altrimenti… 🙂
      Ma non me ne intendo. A casa mia ce lo abbiamo chiuso col vetro, e comunque lo accendiamo poco niente, da quando ci sono i bimbi specialmente. In compenso serbo un bel ricordo del vecchio, grande camino aperto dei nonni, che è subito tornato vivo nella memoria leggendo il tuo commento.
      L’idea del giradischi mi è venuta in mente vedendone uno in una trasmissione tv durante una di queste sere.
      Buon fine settimana Daniela, un abbraccio!

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  4. Un bellissimo ricordo della mia infanzia é il camino acceso e mia nonna che ci cuoceva le castagne. A mio marito ho sempre detto che volevo una casa con il camino, mi ha accontentato, però ricreare l’atmosfera e l’amore che mi dava mia nonna è impossibile, posso solo ricordarlo

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