Home cinema da letteratura a danza

anna kareninaI personaggi si muovono su un palcoscenico che non saprei dire se sia di un teatro di burattini o di una compagnia di attori ambulanti; ogni movimento viene eseguito come danza, tra un’abbondanza di tulle, tessuti fluttuanti e colori ovattati. Questi sono gli stratagemmi utilizzati per dare una nuova veste, una nuova cornice ad un romanzo che è un caposaldo della letteratura non solo russa, ma mondiale: Anna Karenina

Anna Karenina è un’opera superba di Lev Tolstoj, la cui prima stampa risale al 1877. Trarre un film da un capolavoro ineguagliabile è un’impresa ambiziosa. Il regista Joe Wright ha rinunciato ad una trasposizione letteralmente fedele, ma è riuscito a renderne lo spirito, lasciando le sfaccettature essenziali del libro stesso. E soprattutto ha incorniciato con la delicatezza del tulle, con la gentilezza della danza, con il gioco dei colori, una vicenda drammatica scaturita dalla forza incontenibile e incontrollabile della passione.

La storia è ben nota, almeno a chiunque abbia letto il libro. Anna Karenina è una  donna sposata che allaccia una relazione con il conte Vronskij. Nel momento in cui i due si conoscono, lui stava corteggiando la giovane Kitty, la quale attendeva ormai una proposta di matrimonio. Attorno a questi tre personaggi s’intarsia l’inizio della vicenda.

Il vestito nero di Anna, il vestito bianco di Kitty

Nel film trovo molto significativa la scena del ballo. Kitty si aspetta di ricevere in quell’occasione una dichiarazione da parte di Vronskij. Ma questi delude la giovane, rivolgendo l’attenzione alla sua nuova conoscenza, Anna. Per il ballo, Kitty indossa un abito bianco, mentre Anna un abito nero. Questi due colori simbolici tradiscono sin dal principio il destino delle due donne. Infatti non si tratta soltanto di contrassegnare come innocente e candida la prima, colpevole e perduta la seconda.

Untitled collage

Più che altro il bianco e il nero simboleggiano, secondo me, il destino di ciascuna. Kitty andrà incontro ad un matrimonio felice, luminoso. Anna distruggerà il proprio matrimonio in nome della libertà, la libertà di vivere i propri sentimenti, ma l’aspetta un futuro sempre più buio.

Una vittima della società?

Nel tempo sono stati fatti tanti “processi” al personaggio letterario di Anna Karenina. A voler razionalizzare – tentativo arduo, vista la natura stessa del più irrazionale dei sentimenti! – suggerisco un alternativo punto di vista. Anna non è semplicemente vittima della passione, quanto piuttosto della società (dell’epoca). Non penso qui alla società che impediva ad una donna di rifarsi una vita dopo un matrimonio sfortunato. Ma piuttosto alla società che spingeva una donna a sposarsi giovanissima, spesso per convenienza, senza un’educazione sentimentale, senza aver sviluppato una sufficiente maturità.

Così Anna si sposò diciottenne senza sapere cosa fossero le sensazioni dell’innamoramento, della passione. Scoprendole solo più tardi, ne verrà travolta, con conseguenze devastanti. Kitty invece, proprio grazie alla delusione ricevuta da Vronskij, maturerà, e giungerà ad un’unione consapevole e serena.

Scheda tecnica:

  • Anno: 2012
  • Regia: Joe Wright
  • Cast: Keira Knightley, Aaron Johnson, Jude Law, Alicia Vikander
  • Genere: Drammatico
  • Paese: Regno Unito

Photo credits: in alto ateastofeden.com, www.dailymail.co.uk; in basso www.qnm.itwww.fanpop.com.

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