Home cinema freddo e caldo

Home cinema freddo e caldo by vitaincasaChe emozione quando lessi la prima volta Jane Eyre, capolavoro di Charlotte Brontë! Grazie ad una professoressa che seppe tratteggiarne la trama e il contesto nel giusto modo, devo dire. Sono passati anni da allora. Ultimamente però ho visto il film più recente che ne è stato tratto ed ho rivissuto quell’emozione. La scelta dell’attrice protagonista mi ha sorpresa: Mia Wasikowska sembra un elfo, e a pensarci bene, anche se non è come mi ero figurata l’aspetto di Jane Eyre, mi rendo conto che è perfetta, dato che lo stesso Rochester la definisce così in alcuni passi del romanzo, e del film.

Sì, questo è uno dei fortunati casi in cui la trasposizione cinematografica non ha tradito l’essenza del romanzo, pur essendo inevitabile qualche differenza. Le impressioni che vado a condividere con voi, comunque, si basano sul film, cercando di lasciare il libro sullo sfondo.

Incontriamo Jane Eyre da piccola, la seguiamo nel triste collegio, e vedendo le scene lì ambientate sembra di sentire il freddo che c’è, nelle stanze e nel cuore delle bambine che vi abitano. Jane prende quel che di meglio può ottenere in quell’ambiente ostile: si fa una cultura, e cresce, mantenendosi apparentemente rigida, nonostante la corporatura esile e flessuosa.

Finché arriva il momento di lasciare il collegio. Diventa istitutrice in una casa austera, isolata, con tetri elementi gotici, dove conosce l’attraente quanto tenebroso signor Rochester. Tra i due nasce un sentimento appassionato, ma come in ogni romanzo che si rispetti, questo amore è ostacolato da insormontabili impedimenti.

Home cinema freddo e caldo Jane Eyre by vitaincasaJane appare incentrata su sé stessa, mentre le persone, anche se le osserva, in realtà sembrano poco più che comparse nella sua vita. Ad esempio, le bambine del collegio, a parte l’unica con cui vivrà un sentimento di amicizia, sembrano quasi ombre. Fuori dal collegio, vive in un ambiente piuttosto povero di incontri, lontana dal consorzio civile; i pochi personaggi, di poco spessore, passano per brevi attimi. Tranne Rochester, ovviamente!

Come se avesse bisogno di concentrazione per non perdere il centro di gravità interiore, come se temesse di perdere il controllo dell’energia che genera dentro di sé, Jane si muove, misurata, chiusa, stretta nel bustino dell’abito ottocentesco. Apparentemente fredda, alimenta però una calda, ardente passione, che infine esploderà divampante per Rochester.

Qualcosa di sinistro balena talvolta nello sguardo di Jane. Nonostante le apparenze, non è, semplicemente, una fanciulla delicata, bensì una giovane volitiva, a suo modo ambiziosa, e consapevole. Quello che ancora non conosce è la potenza dei suoi sentimenti, quando non può più comprimerli e li lascia andare. Rochester, da parte sua, ha un carattere poco amabile, tenebroso fuori e aggrovigliato dentro, e i suoi nodi si intrecceranno sempre più strettamente con quelli di Jane.

Se avete amato il romanzo di Charlotte Brontë, amerete sicuramente anche questo film del 2011, in cui, sullo sfondo dell’affascinante desolazione di boschi e campagne inglesi, la tensione interiore di Jane e l’ombrosità drammatica di Rochester verranno infiammate dal fuoco d’un amore appassionato.


The image I used for my collage comes from https://www.flickr.com/photos/mirror_of_erised/9592989645/ 

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