
Routine della gratitudine – Gratitudine nei confronti degli avi – Gratitudine nei confronti di chi è venuto prima
Ogni sera, rimarcare i fatti o i dettagli belli della giornata, e parlarne con una persona cara, è un esercizio che insegna a cogliere e valorizzare ciò che ci accade di piacevole. Può aiutarci a scolpire nella mente tanti ricordi positivi, o semplicemente ad instillare nel sostrato della memoria del cuore una buona scorta di sentimenti sereni. Credo sia utile inserire questo appuntamento come step della routine nostra e, perché no, anche dei bambini. C’è chi mette per iscritto le cose belle nel gratitude journal. A me piace di più farne un piccolo spunto di conversazione della buona notte, come dicevo ad inizio paragrafo, con una persona cara.
Molti conoscono i nonni, alcuni i bisnonni, solo pochi i trisavoli. Forse una vecchia foto in bianco e nero può farci scoprire un certo tratto spiccatamente somigliante a noi in un ritratto giovanile del padre di nostro nonno? Anche senza somiglianze fisiche, anche senza esserci mai incontrati, siamo comunque più legati di quanto potremmo comunemente pensare a coloro che ci hanno preceduto, solo di pochi anelli, nella catena della storia umana. Voi pensate mai ai vostri avi? Io mi sono ritrovata a pensarci spesso nell’ultimo paio d’anni, e sento gratitudine nei loro confronti, perché nonostante condizioni di vita dure, avevano valori, dignità. Grazie ai loro sforzi, al loro impegno, a come hanno vissuto, oggi sono qua.
Guardando al di fuori dell’albero genealogico, dedico l’ultimo tassello del collage di oggi alla gratitudine che sento, in generale, nei confronti di chi c’è stato prima. A chi ha scoperto, appreso, progettato, realizzato cose di cui oggi beneficio quotidianamente, potendo permettermi il lusso di darle per scontate. Di recente mi è capitato di transitare su una strada di campagna, una strada che è lì da chissà quanto tempo. Coloro che l’hanno realizzata non avevano i precisi strumenti di misurazione e i potenti mezzi attuali. Eppure avevano già imparato a tracciare e realizzare strade che usiamo ancora oggi. Questo vale per tante cose che ci circondano. La società in cui viviamo, e guardandoci intorno non possiamo troppo lamentarcene, è il frutto dell’apprendimento e del lavoro di chi c’è stato prima di noi. Come ringraziare? Lasciando a nostra volta un contributo a chi verrà dopo, secondo le nostre possibilità.
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